venerdì 9 maggio 2008

.....il passaggio dall'Italia alla Germania fu un trauma mai superato.

Lingua nuova, abitudini uove, ma sopratutto le mie adorate mucche......non c'erano più!

Gli anni dell'infanzia passarono velocemente alle prese con il pensiero operatorio concreto.
Alla ricerca di un equivalente reale di ciò che più mi mancava, chiamavo tutte le cose che mi piacevano "MUCCA" e cercavo mammelle dappertutto.

Mentre gli psicologi tentavano di dare un nome a questo fenomeno che mi accadeva arrivò l'adolescenza. L'effetto immediato del pensiero operatorio formale fu un incremento incredibile delle mie pratiche masturbatorie. Grazie al dono del pensiero astratto, vedevo mammelle e mucche ovunque.

Poi finalmente lei!!

Carolina.
La mia mucchina.

Tutto fu travolto dalla passione che sgorgava genuina dall'anima... le mie giornate sui verdi prati in sua compagnia, le sue meravigliose mammelle da fare invidia ad una dea nordica...

La mia formazione passò decisamente in secondo piano...amici non ne avevo...solo lei.
Abbiamo passato assieme momenti indimenticabili che hanno scritto nel mio cuore capitoli fondamentali, mai più superati da altre esperienze.

Ma si sa.... i sentimenti sono ingannevoli. Possono farti volare in cieli inesplorati e con la stessa facilità sprofondarti nel baratatro più oscuro del male.

Mi ha lasciato qualla vacca......per un toro spagnolo giovane ed arzillo.
Per me quella fu la fine.
Di nuovo la solitudine veniva a bussare alla mia porta, mia unica vera compagna, mi abbracciò con dolcezza e mi fece suo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Marco,trovo il tuo blog fenomenale, altro che ovvio: avvincente, divertente, curioso, simpatico.
E poi hai con me in comune questa passione per gli animali.
Sai, i miei nonni materni un tempo avevano una stalla piena zeppa di mucche e anch'io le adoravo, specialmente una che si chiamava Carolina, mentre Brigida era insopportabile perché tirava calci ovunque a tutti, specialmente se le prendevi il latte. Erano tutte bianche.
Ciao,
Marta

multas per gentes ha detto...

Hei allara...
ma questa storia è davvero autobiografica?
mi hai scioccata! già il titolo è molto accattivante, molto letterario...
poi questa sorta di autoconfessione, questo coraggio di portare allo scoperto cose vere oppure inventate come se fossero vere mi ha davvero colpita.
Più che ovvio, mi sembra che tu sia abissale, inquietante... nel senso migliore del termine...
p.s. non ti offendere, ma è più forte di me: "un'aquila" e non "un acquila", anche se sei un artista!